I sistemi a punto zero (zero point) tradizionali sono utilizzati su macchine CNC o linee automatiche per assicurare che il centraggio delle attrezzature avvenga in modo corretto. Minore attenzione riceve invece l’aspetto pratico dell’inserimento dei perni, che in sistemi a punto zero classici richiede precisione non solo sull’asse verticale, ma anche orizzontale.
Esistono però sistemi a punto zero che dispongono di una corsa di accostamento e trazione del perno di bloccaggio, al fine di garantire la precisione del centraggio. Una volta appoggiato il pallet o l’attrezzo (o altro dispositivo) sul sistema a punto zero, con un’opportuna meccanica il perno viene tirato con forza.
Grazie alla flessibilità del sistema è possibile impiegare i punti zero nei contesti più disparati, non solo strettamente ai centri di lavoro. Un esempio sono gli apparati di test, banchi prova, linee automatiche di assemblaggio.
Il punto zero più diffuso al mondo, STARK.classic
L’apripista dei sistemi a punto zero con corsa di trazione è indubbiamente il sistema classic, oggi aggiornato nella versione “classic.NG“. Il bloccaggio avviene meccanicamente tramite molle, mentre lo sbloccaggio è idraulico. Il classic.NG è un sistema ampiamente collaudato e robusto, che ha svolto milioni di cicli in tutto il mondo, in ogni condizione. Esiste sul mercato da più di 30 anni e viene continuamente aggiornato e migliorato, per garantire ai Clienti prestazioni senza compromessi.

Esistono 3 diverse taglie, con diverse prestazioni di bloccaggio:
- Classic.1.NG, con forza di bloccaggio fino a 8 kN, capacità di sollevamento fino a 9,1 kN
- Classic.2.NG, con forza di bloccaggio fino a 22 kN, capacità di sollevamento fino a 21,7 kN
- Classic.3.NG, con forza di bloccaggio fino a 38 kN, capacità di sollevamento fino a 31,5 kN
La capacità di trazione è pari alla forza di bloccaggio (entro la quale è garantita la precisione del punto zero), mentre il carico di rottura è superiore di circa il 50%.
Sono state recentemente introdotte versioni pneumatiche, con forza di bloccaggio e ritenuta ridotte.
I sistemi classic.NG hanno una corsa di trazione pari a 1,2 o 1,5 mm. Accettano inoltre preposizionamenti radiali nell’ordine di alcuni millimetri (da 2,5 a 4,5 mm), quindi sono flessibili nell’impiego.
Beneficiano di una precisione di sistema superiore a 0,01 mm e una ripetibilità che può facilmente superare i 5 micron.
Altra caratteristica unica sul mercato dei sistemi classic è la possibilità di integrare nelle flange i giunti per il passaggio fluidi (media ducts). Tali piccolissimi giunti fluidici possono trasportare aria o olio a pressioni fino a 200 bar.
Forza elevata, tanti cicli e doppio effetto: STARK.hydratec
In applicazione ove i cambi di attrezzatura avvengono a frequenze elevate, i sistemi completamente idraulici a doppio effetto hydratec sono la risposta. Le cicliche di manutenzione diventano estremamente elevate (si parla anche di 7500.000 di cicli!), per prestazioni senza pari.

Grazie all’elevatissima corsa di sollevamento e trazione, pari a 4,5 mm, i sistemi hydratec sono perfettamente compatibili con i giunti idraulici Roemheld. Questi giunti possono portare fluidi in pressione fino a 500 bar e richiedono 4 mm di corsa. Le versioni per accoppiamento in pressione sopportano fino a 350 bar.
I sistemi a punto zero STARK.hydratec dispongono di una forza di bloccaggio di 20 kN, mentre sono in grado di mantenere un carico di 38 kN prima di giungere a rottura. Pur con una corsa elevata, sono in grado di sollevare 20 kN.
I sistemi hydratec spiccano anche per le dimensioni compatte (diametro di flangia di circa 115 mm). Sono inoltre disponibili in versione con punto zero, oppure con funzione di compensazione o flottante. Questo per garantire il bloccaggio diretto del pezzo tramite nippli di bloccaggio, evitando confusione tra nippli da impiegare nei diversi punti di fissaggio.
Sensoristica, pneumatica e dimensioni compatte: STARK.connect.M
L’ultimo nato in casa STARK è invece il connect.M, che coniuga la forza pneumatica e la chiusura a molla (con possibilità di boost pneumatico) alla connettività elettrica data da sensori di controllo di posizione.
Il connect si pone ai vertici della categoria in quanto a dotazione tecnologica e prestazioni. La forza di bloccaggio in modalità passiva è di 1,2 kN, mentre con boost pneumatico raggiunge gli 8,5 kN.
Come i sistemi hydratec anche lo STARK.connect dispone di versioni a punto zero, con o senza compensazione. Questo per poter effettuare in tranquillità il bloccaggio diretto del pezzo.

Il sistema STARK.connect.M può lavorare in perfetta sinergia con altri sistemi pneumatici quali STARK.airtec o STARK.easyclick. Grazie alla presenza dei sensori permette una localizzazione precisa dei perni di bloccaggio. I sensori permettono inoltre un controllo di condizione preciso e affidabile, che può essere incrociato con altri parametri di lavoro della macchina.
Esiste una versione dedicata, connect.LK.M, dotata di sistema di blocco integrato, che genera una forza di ben 10 kN. Risulta ideale non avendo modo di usare la funzione di boost pneumatico.
Possiamo quindi concludere che esistano numerose alternative laddove un semplice punto zero con griffe di bloccaggio non sia in grado di lavorare in modo efficiente. La presenza di una forza di trazione (e di sollevamento) permette di tirare con forza e precisione il nipplo dell’attrezzatura. Quale che sia l’applicazione, STARK ha il prodotto adatto e su misura per ogni esigenza!


